giovedì 4 giugno 2009

TRANSESSUALISMO STORIA, FATTI, VIOLENZE


Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il gruppo "Crisalide azione trans" al Gay pride di Milano, giugno 2004.

Con la parola transessuale si indica generalmente una persona che persistentemente sente di appartenere al sesso opposto a quello anagrafico e fisiologico....la persona transessuale, soffre di "disturbo dell'identità di genere" o "disforia di genere" (DIG). Questo senso di distonia e disforia nei confronti del proprio sesso di nascita può svilupparsi già nei primi anni di vita, durante l'adolescenza o, più raramente, in età adulta.

Il termine "transessuale" viene coniato nel 1949 dal dottor David Cauldwell (1897-1959), ma diventa di uso comune dopo la pubblicazione del libro The transsexual phenomenon (Il fenomeno transessuale) del dott. Harry Benjamin, edito nel 1966, che diventa ben presto testo di studio universitario, in quanto è il primo libro che indaga sulla transessualità con un approccio anche nosografico, affermando che si tratta dell'unica patologia classificata come psichiatrica a non essere curata psichiatricamente. Lo psichiatra infatti non "guarisce" la persona transessuale facendola nuovamente sentire a proprio agio con il suo sesso di origine, bensì avviando la persona a cui è diagnosticato il "Disturbo dell'Identità di Genere" alle terapie endocrinologiche e/o chirurgiche per iniziare il percorso di transizione.

Tale discrepanza è da inquadrarsi nel fatto che per molti decenni fra la fine dell'800 e i primi venti anni del '900 la persona transessuale veniva effettivamente sottoposta a tentativi di "guarigione", ovvero di scomparsa del "disturbo", sia attraverso la psicoterapia, sia attraverso la somministrazione di ormoni del proprio sesso genetico.
Tali tentativi furono fallimentari e determinarono un numero elevatissimo di suicidi fra le persone transessuali che subivano tali trattamenti. Soltanto intorno al 1960 si iniziò a pensare che l'unica "guarigione" della persona transessuale si potesse ottenere adeguando il corpo alla psiche e non viceversa.

Il movimento transessuale mondiale rifiuta l'inquadramento psichiatrico della propria condizione pur essendo consapevole del fatto che la propria condizione richiede l'intervento della medicina per trasformare la "disforia" in "euforia" o comunque in una stabilizzazione accettabile della qualità di vita.

Contrariamente a quanto spesso si pensa, la realtà transessuale investe entrambe le direzioni di transizione: esistono quindi transessuali maschi transizionanti femmina e transessuali femmine transizionanti maschio. Internazionalmente si usa l'acronimo "FtM" per indicare i trans da femmina a maschio e "MtF" ad indicare le trans da maschio a femmina.

Sebbene la percentuale di transessuali MtF sia storicamente più elevata rispetto agli FtM, pur rimanendo anche attualmente inferiore allo 0,001%[senza fonte], è altrettanto vero che negli ultimi anni questa percentuale sta andando nella direzione della parificazione. L'apparente "inesistenza" dei trans "FtM" è dovuta sostanzialmente alla maggiore "indistinguibilità" che essi raggiungono con gli uomini genetici.

Le persone transessuali, in occidente, pur essendo considerate "malate", subiscono sovente forti discriminazioni in ambito lavorativo e sociale, anche per l'inadeguatezza delle attuali leggi nazionali sul cosiddetto "cambiamento di sesso", ma soprattutto per uno stigma sociale che prende il nome di "transfobia".

La transfobia, apparentemente può sembrare una traduzione equivalente dell'omofobia. In realtà i due fenomeni hanno origini diverse, espressioni diverse anche se condividono il destino della discriminazione. Un tentativo di distinguere i fenomeni "transfobia" e "omofobia" è stato fatto da Mirella Izzo, presidente dell'ex associazione Crisalide AzioneTrans onlus, nell'articolo "Transfobia e Omofobia: differenze e similitudini.

Lo stigma sociale della persona transessuale è in genere molto più elevato rispetto a quello riservato alle persone omosessuali. Inoltre è altrettanto più elevato per le trans da maschio a femmina rispetto ai transessuali da femmina a maschio. Le motivazioni che possono essere trovate per questo dato di fatto sono molteplici e controverse:

  • l'omosessualità è visibile solo all'interno delle tendenze sessuali ed affettive di una persona mentre la transessualità comporta una netta trasformazione del proprio corpo e pertanto provoca la necessità di una totale inversione di valutazione della persona;

  • la transessualità da maschio a femmina è più stigmatizzata di quella da femmina a maschio perché viviamo in una società prevalentemente maschilista nella quale rinunciare alla "virilità" costituisce una ferita più percepibile della rinuncia alla femminilità.

In ogni caso lo stigma sociale verso le transessuali MtF è tale da rendere difficile l'inserimento lavorativo delle stesse. Se a questo si aggiunge che spesso le famiglie ripudiano il figlio transessuale e i costi della transizione, diventa evidente una spinta della stessa società affinché la transessuale si dedichi alla prostituzione per sopravvivere.

La prostituzione transessuale è un fenomeno recente che peraltro mette in discussione anche la classificazione degli orientamenti sessuali.

A peggiorare la condizione delle persone transessuali è una sorta di circolo vizioso nel quale la società, attraverso lo stigma, spinge la transessuale alla prostituzione, la quale poi viene dalla stessa società identificata come il lavoro unico e possibile delle transessuali, con ciò rendendo l'immagine della persona transessuale equivalente alla prostituzione, all'oggetto sessuale, alla trasgressione.

Questo circolo vizioso alla fine determina il peggioramento dell'immagine globale che si ha della transessualità e quindi della transessuale in cerca di lavoro.

Il 20 novembre è la giornata mondiale del transessualismo.

Oggi i transessuali sono una tra le minoranze maggiormente discriminate...ecco una breve cronologia di fatti che li riguardano


1490 AC:
La reggente egiziana
Hatchepsut si faceva passare per faraone e portava una barba posticcia e gli abiti da re.

1200 ~:
Germania. Ulrich Von Liechtenstein passeggiava con vestiti da donna, portando una falsa treccia e si faceva chiamare la regina “Vènes”.


giovedì 7 maggio 2009

Interviste al TIS INNOVATION PARK di Bolzano

PERSONE INTERVISTATE:

1)Alessandro Mostura: amministratore unico della BLU-GROUP
info@blu-group.eu

2)Iris Critelli: responsabile di START-UP
iris.critelli@tis.bz.eu

mercoledì 6 maggio 2009

Analisi dell'obiettività giornalistica:

Dalla nostra analisi sulle seguenti riviste:
Il sole 24 ore, il Manifesto, l'Adige ed Il Corriere della Sera, abbiamo riscontrato una totale non obiettività per quanto riguarda l'informazione. Abbiamo trovato due diverse modalità dei giornalisti di presentare la notizia al fine di accreditare nel lettore la veridicità delle proprie tesi. L'autore dell'articolo del Manifesto "Sparatoria a Herat, indagano Isaf e Procura", usa un'ironia che rende evidente un suo orientamento politico, ironizzando sulla presa di posizione dello Stato Maggiore della Difesa che sembra già escludere a priori qualsiasi ipotesi di reato da parte dell'Esercito Italiano. Il giornalista riporta:

"La Magistratura ordinaria - dicono dal Ministero della Difesa - stabilirà quale sia l'ipotesi di reato e solo a quel punto, eventualmente, sarà messo a disposizione (riferendosi al soldato italiano)".

Il giornalista ironizza nuovamente quando, all'affermazione dei militari che la Toyota Corolla bianca è l'auto più diffusa tra i kamikaze afghani, controbatte:

"Di certo, è semplicemente, l'auto più diffusa in Afghanistan."

Tenendo in considerazione che il Manifesto è un giornale politicamente schierato, e che il lettore sa e si aspetta di leggere determinate cose, potrebbe sentirsi "rassicurato" dal fatto che venga sottolineata la frase di Nino Di Lillo (dell'Osservatorio militare):

"..la verità è che lì siamo in guerra e non dovremmo esserci."
Per ricordare ancora una volta che i militari italiani, dopo l'iniziale impegno a compiti di supporto prettamente civili, negli utlimi anni sono stati pian piano dedicati a veri e propri compiti di guerra. Cosa che non sarebbe dovuta succedere.


Il Corriere della Sera nell'articolo "Il re e la pace in Medio Oriente - Stato palestinese entro il 2009" compone l'articolo come un'intervista al sovrano di Giordania Abdallah II, riuscendo abilmente ad avvalorare la sua tesi selezionando solo alcune parti del discorso. Dalle seguenti affermazioni:

"La fratellanza fra Musulmani e Cristiani è da sempre il nostro obiettivo, ed è il nostro costante impegno.."

"La Giordania ha sempre sostenuto che chiese, moschee e sinagoghe devono creare un mondo comune, hanno insomma la grande responsabilità di evitare conflitti tra le religioni e i popoli. Vede, in Israele, che la gente non crede alla soluzione dei due Stati, perché pensa che i vertici politici non ci credano".

"Domenica, per la messa del Papa, vi saranno non soltanto i Cristiani Giordani, ma di tutta la regione..."

è chiaro il pensiero filo-palestinese del giornalista che, da un lato punta a domande specifiche e si aspetta ridsposte altrettanto definite e con un chiaro intento a voler essere di parte, dall'altro introduce volutamente il discorso sui rapporti con gli Israeliani - allontanandosi dalla sfera religiosa di riappacificazione fra culti- quelli che il sovrano Abdullah II definisce "nemici della pace". Riporta, infatti, una frase di parte del sovrano:

"Quanto sta facendo Israele con gli insediamenti e con le proprietà musulmane e cristiane di Gerusalemme non è per nulla confortante. È grave, è pericoloso."

Il terzo articolo analizzato "Casa, assalto agli sportelli: 1500 domande", del giornale l'Adige, ci è sembrato di scarsa qualità giornalistica perché troppo enfatico e retorico, perché ha adottato un linguaggio inappropriato e populista. Alucni esempi sono:

"..la macchina di Cassa del Trentino, con impiegati e impiegate in trincea si mette in moto.."

"..compare, nell'emozione generale, il numero 1..è lui la star dei contributi per le ristrutturazioni edilizie..apre una vera e propria giornata campale per la Cassa del Trentino"

"..atmosfera da festa popolare tra i palazzi del potere economico e finanziario del Trentino.."

Il giornalista non tralascia un elogio nei confronti della Provincia quando dice:

"..si parla di risorse mobilitate per oltre 100 milioni di euro. Quanto basta per far saltare il già generoso stanziamento di 30 milioni di euro messo sul piatto dalla Provincia."

"non ci sono grandi malumori, non c'è aria di 'rivolta'.."

visto il generoso stanziamento della Provincia, e la speranza che tutte le domande vengano accolte.


L'ultimo articolo analizzato è del Sole 24 Ore, "Racket, torna l'obbligo di denuncia" e, secondo noi, è quello che risulta essere il più obiettivo fra tutti. Propone al lettore un articolo dai toni pacati, riportando dei dati di fatto e non esprimendo particolari posizioni politiche o polemiche, tranne in un caso: solo un breve accenno alla posizione della Lega Nord nei confronti dell'immigrazione irregolare e sulla proposta del 'pacchetto sicurezza' con relativo commento personale. Riportiamo un esempio:

"..il capo delle forze di polizia ha ricordato che in Italia, 1 reato su 3 è commesso da immigrati clandestini, mentre il tasso di criminalità degli immigrati regolari è pari a quello degli Italiani."

Il giornalista commenta con un "..la Lega non si rassegna..", lasciando lievemente trasparire una sua propensione politica.

martedì 5 maggio 2009

2 agosto 1980:il giorno della strage

stazbologna
Stazione Centrale di Bologna.
Una mattina come tante.
Un ordigno contenuto in una valigia abbandonata esplode uccidendo 85 persone e ferendone oltre 200.
La detonazione si udì nel raggio di molti chilometri e causò il crollo di un'ala intera della stazione investendo in pieno un in sosta al primo binario.
Ventitre chili di tritolo e nitroglicerina che fecero cambiare la coscienza delle persone:da quel momento ci si rese veramente conto che in Italia esisteva il terrorismo;figlio malato di un'ideologia distorta.
Una lotta politica violenta che "ben poco aveva a che fare con la politica",una rivolta fatta di attentati, omicidi, stragi, sequestri, sabotaggi.
Spesso coinvolgendo le masse e diffondendo un'atmosfera di intimidazione.L'assalto mediatico in questi casi è alle stelle.
Intervennero subito la polizia l'allora presidente della repubblica Cossiga,attrebuendo lo scoppio a cause fortuite; probabilmente lo scoppio di una caldaia.

Ben presto si capì che invece si parlava di terrorismo nero.
Il 26 agosto dello stesso anno la Procura della Repubblica di Bologna emise ventotto ordini di cattura nei confronti di militanti di estrema destra dei Nuclei Armati Rivoluzionari.
Movimenti di ispirazione neofascista come Squadre azione Mussolini, Ordine Nuovo, Terza Posizione e Fronte della Gioventù,che si svilupparono contemporaneamete a quello di altri gruppi rivoluzionari di filo radicale di sinistra e marxista, con la
sola eguaglianza nelle modalità d'azione.
Violenza senza pietà.
La Corte Suprema di Cassazione a Sezioni Unite Penali ha definitivamentecondannato all'ergastolo,Valerio Fioravanti e Francesca Mambro.
Ma loro si dichiarano tutt'ora innocenti.


E' molto nota anche l'intervista a Fioravanti che parla del ritrovamento di alcuni documenti da parte di due segugi della Commissione Mitrokhin(la commissione parlamentare che indagava sull'attività segreta del Kgb in Europa, ndr),il magistrato Lorenzo Matassa e il giornalista Gian Paolo
Pelizzaro.
I due, in qualità di consulenti della Commissione Mitrokhin, si sono insospettiti leggendo delle carte che provenivano dalla Germania e dall'Ungheria.
Mettendo in parallelo le carte che parlavano dell'operato del Kgb in Europa si sono accorti che nella lista in Italia c'era un buco: molti nomi erano stati cancellati.
In Italia di questi dati importanti, sembrava non parlare nessuno.
I giudici, utorizzati dal presidente della Commisione Mitrokhin sono andati alla Questura di Bologna e hanno trovato, credo nel 2005, un faldone intestato a Thomas Kram,terrorista tedesco molto noto, collegato ai palestinesi, del quale si ha traccia
la sera predente alla strage in un albergo di Bologna.
Fioravanti dice:

"Cossiga da sempre sostiene che a Bologna il 2 agosto sia avvenuto un incidente.
E che sia stato coperto da servizi segreti non perché odiassero Mambro e Fioravanti ma perché non si poteva rivelare questo accordo tra Italia e palestinesi.
L'altra cosa rilevante che scoprirono i due consulenti della Mitrokhin leggendo i documenti di altre magistrature europee è che il responsabile del Fronte popolare per la liberazione della Palestina in Italia, Abu Saleh Anzeh, aveva la base operativa proprio a Bologna.
Se la base operativa dei palestinesi era a Bologna diventa plausibile l'ipotesi del transito di esplosivi.
E anche quella dell'incidente."

Nonostante le sentenze il perchè e il chi di questa strage non sono del tutto chiari; sta di fatto che la strage di Bologna è stata uno dei piu gravi fatti di sangue avvenuti nel secondo dopoguerra..e la ferita è dura da rimarginare.

FONTI DELLA RICERCA:
cielilimpidi
wikipedia
yahoo
ilsole24ore
learnitaly